Rivista dell'Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda
Numero 1

Villa Planchart di Gio Ponti, grande farfalla in cima alla collina. L'architettura intesa come arte visiva

José Luis Chacón

Il saggio, dopo attenta lettura critica della villa- nel suo contesto, nell'articolazione degli spazi interni e nelle loro correlazioni con i prospetti esterni- offre tre nodi interpretativi, rilevanti non solo per quest'opera ma anche per l'intera produzione del progettista. In primo luogo segnala la mancanza di un'adeguata ricognizione storiografica sull'opera complessiva di Ponti e la peculiarità dell'attenzione critica data, fino ad oggi, a quest'opera. Propone, successivamente, Villa Planchart come vertice espressivo della poetica dell'architetto: egli riesce qui, magistralmente, a fare dell'architettura un'arte eminentemente visiva, tramite giochi prospettici e invenzioni intellettuali - come la parete-schermo, la parois bibliothèque, la finestra attrezzata - con valore di dispositivi voyeurists. Lancia infine l'ipotesi che la modernità altra, rispetto a quella accreditata finora dalla storiografia, di Ponti abbia il proprio fulcro in un'integrazione tra architettura e arti che giunge a sintesi inedite, il cui influsso, in Venezuela e in Italia, è ancora da riconoscere.

Villa Planchart by Gio Ponti, big butterfly at the top of the hill. The architecture considered as visual art

After a careful study of the Villa Planchart (in its context, in the development of the internal spaces and in their relationship with the external fronts) this paper offers three different interpretations that are useful for the comprehension of the entire work of the architect. First of all, this study reveals the absence of an appropriate historiographic reconnaissance of the whole Ponti's production and the peculiar type of critical attention up to now given to the villa. Then, the paper suggests Villa Planchart as an expressive peak of the architect's poetics: in a magisterial way, Ponti is ab/e to turn the architecture in an essentially visual art, thanks to perspective games and intellectual inventions - such as the wall-screen, the parois bibliothèque, the equipped window - as voyeurists devices. Finally, it proposes the hypothesis that Ponti's modernity – differently from the concept accepted by the traditional historiography - could find its fulcrum in an integration between architecture and arts that arrives to original syntheses, whose influence hasn't been recognized yet in Venezuela and in Italy.