Rivista dell'Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda
Numero 35

Dall’esperimento costruttivo antonelliano al consolidamento di Danusso. L’alta cupola della basilica novarese di San Gaudenzio.

Maria Antonietta Crippa

La statura eccezionale dell’ingegnere e professore Arturo Danusso (1880-1968) e l’ampiezza delle sue ricerche si sono misurate nel consolidamento strutturale della cupola dell’architetto Alessandro Antonelli (1796-1888) nella basilica di San Gaudenzio di Novara. Gli storici, soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, hanno esplorato la genialità costruttiva di Antonelli. Alla cupola di San Gaudenzio, in particolare, hanno riconosciuto il valore di progetto realizzato secondo tecniche tradizionali ma, al tempo stesso, innovativo. Per queste ragioni l’intervento, condotto da Danusso ---, è divenuto di recente oggetto di esplorazioni scientifiche volte a dar ragione delle sue complesse contraddizioni. Gli interrogativi di allora, sulla efficacia di collaborazione tra murature tradizionali e calcestruzzo armato, sono oggi cresciuti, mentre ci si è resi conto di quanto il nuovo materiale sia deperibile, quindi bisognoso di cure e di prudenti interventi conservativi. L’argomento di questo saggio mette in luce i problemi più difficili del consolidamento strutturale in edifici realizzati con tecniche costruttive precedenti all’uso del calcestruzzo armato.

From the Antonellian constructive experiment to the consolidation of Danusso. The high dome of the Novara basilica of San Gaudenzio.

The exceptional level of skills of the engineer and professor Arturo Danusso (1880-1968) and the breadth of his research both were measured in the structural consolidation of the dome in the basilica of San Gaudenzio in Novara, designed by the architect Alessandro Antonelli (1798-1888). Historians, especially after the Second World War, have explored and recognized Antonelli’s constructive genius. To the dome of San Gaudenzio, in particular, they recognized the value of a project carried out according to traditional but, at the same time, innovative techniques. For these reasons, the intervention conducted by Danusso between 1931 and 1954, with the use of reinforced concrete, has recently become the subject of scientific explorations, aimed at explaining its complex contradictions.The questions that emerged then, on the effectiveness of collaboration between traditional masonry and reinforced concrete, have grown today, while it has been realized how much the new material is perishable, therefore in need of care and prudent conservative interventions. The topic of this essay highlights the most difficult problems of structural consolidation in buildings built with construction techniques prior to the use of reinforced concrete.