Rivista dell'Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda
Numero 12

La parrocchiale di Santa Maria di Caravaggio in Pavia: un’opera di Giovanni Muzio alle soglie del Concilio Vaticano II

Emanuele Domenico Vicini

Il saggio ripercorre la vicenda progettuale della chiesa parrocchiale di Santa Maria di Caravaggio a Pavia, opera di Giovanni Muzio, realizzata tra il 1958 e il 1964. Il monumento rappresenta nella diocesi pavese una sorta di soglia di passaggio dall’architettura sacra preconciliare a quella postconciliare. La sua complessità architettonica è ben radicata nella tradizione classica, pur senza cadere in forme di citazionismo. Lo spirito dell’antico è ripreso e rappresentato con tecniche moderne (come il calcestruzzo armato) e tradotto in soluzioni di forte pregnanza simbolica. La progettazione si colloca entro il contesto religioso e culturale pavese degli anni Cinquanta, ricco di stimoli e animato da personalità di grande valore che hanno condotto molto in profondità il dibattito sui temi della liturgia e del suo rapporto con la forma architettonica.

The parish church of Santa Maria di Caravaggio in Pavia: a work by Giovanni Muzio at the threshold of the Vatican Council II

The paper describes the planning and building of the parish church of Santa Maria di Caravaggio in Pavia, by Giovanni Muzio (1958-1964). In Pavia’s diocese this monument represents a kind of threshold between pre-council and post-council sacred architecture. The building complexity is very well anchored to classical tradition, even though it is not a cold quote of ancient architectural shapes. The deep meaning of tradition is exploited using modern techniques (as reinforced concrete) and it is represented throughout symbolic solutions. The project of Muzio’s church takes place in Pavia’s religious and cultural context of the Fifties, a period full of opportunities and inspired by great men who enhanced the debate about liturgy and its relationship to architectural shape.