Rivista dell'Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda
Numero 13

“Curiosi incontri” tra i padiglioni dell’Esposizione Internazionale di Milano del 1906: cenni storici e stralci antologici

Ferdinando Zanzottera

Dopo aver tratteggiato negli scorsi numeri le principali ragioni che spinsero un gruppo di industriali e politici a promuovere e a realizzare a Milano nel 1906 la prima Esposizione Internazionale d’Italia riconosciuta come EXPO e aver descritto i principali padiglioni edificati per l’occasione nelle due aree espositive, l’autore tratteggia in questo saggio le istanze che intesero promuovere l’evento come reale possibilità di incontro tra popoli. Il testo e la conseguente raccolta di brani antologici, inoltre, evidenzia come l’Esposizione fu affiancata da una insistente campagna pubblicitaria e da una serie di lavori che promossero l’adeguamento ‘infrastrutturale’ di Milano, valorizzando, culturalmente, non soli i suoi principali monumenti, ma ponendo attenzione anche ad alcuni complessi architettonici o borghi lontani dalla città e giudicati di particolare interesse turistico-culturale quali, ad esempio, la Certosa di Pavia, il Santuario di Saronno e Castiglione Olona. Il saggio è occasione per tratteggiare anche l’attenzione che l’Esposizione rivolse alle abitazioni per i ceti meno abbienti e alla reale condizione delle case operaie della Milano d’inizio secolo.

“Interesting encounters” amid the pavilions of the International Expo of Milan in 1906: some historical citations and anthological excerpts

After tracing in past editions the main reasons that pushed a group of industrialists and politicians to promote and achieve in Milan in 1906, the first Italian International Exposition called the EXPO and after describing the main pavilions built for the two exposition areas, the author of the essay traces the moments in which the event was targeted as a real possibility for the encounter between peoples. The text and subsequent collection of anthological passages, furthermore highlight how the exposition was flanged by an intense publicity campaign and a series of works that promoted the adjustment of Milan’s infrastructure, that valued, culturally speaking, not only its main monuments, but called attention also to some architectonic complexes or villages far from the cities, and considered worthy of touristic-cultural interest, such as the Certosa of Pavia, the Sanctuary of Saronno and Castiglione Olona. The essay was also the occasion to describe how the EXPO drew attention to the housings for the less wealthy classes and to the real conditions of the working class of Milan at the start of the century.