Rivista dell'Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda
Numero 22

Dalla città agli oggetti: l’Abitare radicale

Stefania Rasile

Il saggio offre una panoramica dell’esperienza dell’Architettura Radicale italiana, sviluppatasi come movimento sperimentale negli anni sessanta e settanta del Novecento. Dopo aver tratteggiato un’introduzione al tema, la giovane autrice si concentra sulle proposte del gruppo Archizoom, fondato nel 1966 a Firenze da Andrea Branzi, Gilberto Corretti, Paolo Deganello e Massimo Morozzi, prima che a loro si aggiungessero Dario e Lucia Bartolini. Il saggio, inoltre, analizza gli aspetti fondamentali del gruppo Superstudio, sorto a Firenze nel 1966, e gli UFO, fondato nel capoluogo toscano nel 1967 da Carlo Bachi, Lapo Binazzi, Patrizia Cammeo, Riccardo Foresi e Titti Maschietto. Il saggio propone anche una riflessione sul pensiero di Ugo La Pietra e offre un’inedita intervista a Emanuele Piccardo, architetto filmaker e fotografo, grande conoscitore ed estimatore dell’Architettura Radicale, da lui considerata come un “tesoro da scoprire e analizzare”.

From the city to objects: radical living

The essay offers an overview of the experience of Italian Radical Architecture, developed as an experimental movement in the sixties and seventies of the twentieth century. After sketching an introduction to the theme, the young author focuses on the proposals of the Archizoom group, founded in 1966 in Florence by Andrea Branzi, Gilberto Corretti, Paolo Deganello and Massimo Morozzi, before they were joined by Dario and Lucia Bartolini. The essay also analyses the fundamental aspects of the Superstudio group, which arose in Florence in 1966, and the UFOs, founded in 1967 by the Tuscan capital of Carlo Bachi, Lapo Binazzi, Patrizia Cammeo, Riccardo Foresi and Titti Maschietto. The essay also offers a reflection on the thought of Ugo La Pietra and offers an unprecedented interview with Emanuele Piccardo, a filmmaker architect and photographer, a great connoisseur and admirer of the Radical Architecture, which he considers a “treasure to discover and analyse”.