Rivista dell'Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda
Numero 10

Presbiteri e altari nelle chiese parrocchiali di Milano tra 1929 e 1954

Jacopo Ambrosini

Concentrandosi sulle chiese parrocchiali milanesi edificate durante l’episcopato dell’arcivescovo Schuster, il saggio indaga sinteticamente la forma dei relativi presbiteri e altari, in un periodo in cui presero corpo rinnovate modalità di approccio alla liturgia cattolica, connesse all’avanzamento delle ricerche stimolate dal movimento liturgico. Al riguardo, nella diocesi ambrosiana l’influsso più efficace venne dal sacerdote architetto Polvara e dallo stesso Schuster che fu anche studioso di archeologia cristiana e di liturgia, e che acconsentì alla realizzazione di altari per la celebrazione ‘rivolta al popolo’. Tale opzione vide la luce in un clima non toccato ancora dalle polemiche che sarebbero emerse dopo la chiusura del Concilio Vaticano II. Come si accerta nel saggio, la questione della definizione della forma di presbiteri e altari fu già allora affrontata sui piani dell’attinenza alla tradizione e alle funzionalità liturgiche e dell’utilità pastorale, con l’obiettivo centrale di conseguire una più completa partecipazione dei fedeli alle celebrazioni.

Presbyteries and altars in the parish churches in Milan from 1929 to 1954

Focusing on parish churches built in Milan during episcopate of archbishop Schuster, this text briefly explores shape of their presbyteries and altars, in a period when renewed approaches to the Catholic liturgy emerged, in connection with the advancements of the researches inspired by the Liturgical Movement. In this respect, the most effective influence in Ambrosian diocese came from priest architect Polvara, and from Schuster himself. The latter was also a scholar of Christian archaeology and liturgy, and agreed to the erection of altars for celebration ‘facing the people’. Such option was developed in an atmosphere not yet concerned with controversies that would have arisen after the closure of the Second Vatican Council. As verified in the text, the issue of defining shape of presbyteries and altars was even at that time dealt with on levels of coherence with liturgical tradition and functionality, and of pastoral usefulness, with aim of achieving a better involvement of faithful in celebrations.