Rivista dell'Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda
Numero 10

La chiesa di San Michele in Pavia: la facciata

Giovanna Alessandrini, Roberto Bugini, Maria Antonietta Crippa, Annunziata De Dominicis, Sylvia Righini Ponticelli

La basilica di San Michele Maggiore di Pavia, prezioso documento della cultura artistica pavese, fonda il suo originario impianto sull’antica basilica palatina del VII secolo, ricostruita nella prima metà del XII secolo in forme romaniche. Questo scritto vuole approfondire le problematiche rappresentate dalla conservazione dell’arenaria che costituisce il materiale prevalente nella compagine architettonica e nell’apparato decorativo. Procedendo attraverso la storia dei restauri eseguiti a partire dalla metà del XIX secolo si giunge fino al 1968 quando, terminato il restauro alla facciata principale, viene valutata l’opportunità di proseguire i lavori. Il saggio ripercorre, dunque, le tappe salienti di questo significativo restauro, comprendendo il dibattito inerente lo studio dei diversi litotipi e l’impegno del Centro G. Bozza, chiamato ad individuare il più opportuno sistema consolidante-protettivo. Dalla collaborazione del Centro con la Soprintendenza scaturirà, infatti, il progetto di restauro eseguito. Dopo aver tratteggiato le problematiche conservative del monumento, il saggio sottolinea come anche questo progetto non possa considerarsi definitivo, come d’altronde non lo sono mai gli interventi di restauro su materiali esposti all’aggressione degli agenti atmosferici ed all’inquinamento ambientale.

The church of Saint Michele in Pavia: the facade

The basilica of Saint Michele Maggiore in Pavia, a most valuable document of artistic culture in the area, founds its original plant on the ancient palatine basilica of the VII century, rebuilt in the first half of the XII century in Romanesque style. This paper deepens problems represented by the conservation of the sandstone, which is the main material used in architecture and in adornment. Progressing through the story of the restoration works carried out since the mid-nineteenth century, in 1968, finished the restoration of the main facade, it’s valued the opportunity to continue works. The essay describes, therefore, the key stages of this significant restoration, including the debate concerning the study of the different rock types and the commitment of Centro G. Bozza, asked to identify the most appropriate consolidating-protective system. From collaboration of Centro with Soprintendenza will result the restoration project executed. After describing conservation’s problems of the monument, the paper also points out how this project can’t be considered definitive, because never definitive is restoration on materials like sandstone exposed to the aggression of atmospheric and environmental pollution.