Rivista dell'Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda
Numero 14 - 16 Numero speciale...

Il Manierismo a Milano: quando i nostri antenati sentivano meglio di quanto noi sentiamo e prevedevano le esigenze dell’uomo

Maria Luisa Gatti Perer

Il testo qui proposto costituisce la trascrizione della registrazione audio della lezione intitolata “Il Manierismo a Milano” tenuta dall’autrice il primo marzo 1978 così come è conservata all’interno degli archivi dell’Istituto per la Storia dell’Arte Lombarda (ISAL). Nello scritto, caratterizzato da numerosi incisi tipici di una lezione orale, l’autrice ripercorre il significato mutevole della parola “manierismo” e ne analizza le differenti sfaccettature. Nel testo la storica dell’arte propone in maniera sintetica le peculiarità del linguaggio manierista lombardo, sottolineandone anche i principali centri di elaborazione teorica e di diffusione artistica. Nel testo non mancano dunque riferimenti e interpretazioni personali dell’esperienza della cultura e dell’iconografia carliana, e la lettura di molte opere particolarmente significative, tra le quali il Cenacolo vinciano, l’architettura di Palazzo Marino e la facciata del santuario di Santa Maria presso San Celso a Milano.

Mannerism in Milan: when our ancestors felt better than we feel and anticipated human needs

The text here proposed is the transcription of the audio recording of the lesson titled “The Mannerism in Milan” held by the author on March 1st, 1978 as it is conserved in the archives of the Istituto per la Storia dell’Arte Lombarda (ISAL). In the writing, characterized by numerous incisions typical of an oral lecture, the author traces the variable meaning of the word “Mannerism” and analyzes the different facets. In the text the art historian proposes in a synthetic way the peculiarity of Lombard Mannerist language, underlining also the main centers of theoretical elaboration and of artistic diffusion. In the text there is no lack of references and personal interpretations of the experience of the culture and the iconography of San Carlo, and the reading of many particularly significant works, including Da Vinci’s Last Supper, the architecture of Palazzo Marino and the facade of the sanctuary of Santa Maria at San Celso in Milan.