Rivista dell'Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda
Numero 14 - 16 Numero speciale...

Silvestro Silvestro Lega: il dipinto come “espressione vera dell’anima” parola”

Maria Luisa Gatti Perer

Seconda stesura di un testo inedito riguardante Silvestro Lega, probabilmente connesso ad una più ampia monografia sull’artista commissionatale da un collezionista lombardo, questo saggio ripercorre alcune tappe fondamentali dell’operare artistico del pittore romagnolo, in relazione al contesto della pittura dei macchiaioli e della più dogmatica pittura ottocentesca. Attenta ai mutamenti di giudizio di valore sulle sue opere, l’autrice del testo approfondisce il tema della presenza sul mercato di numerosi “falsi”, non ascrivibili ad errate attribuzioni, ma appositamente creati per ingannare il pubblico dei collezionisti meno esperti ed attenti. A partire da questo tema la storica milanese estende le sue riflessioni sul significato stesso di opera d’arte e sul senso della più ampia espressione di “falsificazione artistica”. Per l’autrice occorre infatti disabituarsi dal legare il valore di un’opera alla sua autorialità, per riscoprirne le ragioni profonde dell’atto generativo e l’autenticità dell’anima di chi l’ha dipinta.

Sylvester Sylvester Lega: the painting as “true expression of the soul”

Second draft of an unpublished text about Silvestro Lega, probably connected with a wider monography on the artist commissioned to her by a Lombard collector, this essay retraces some fundamental steps of the artistic work of the Romagna’s painter, in relation to the painting of the Macchiaioli and the more dogmatic nineteenth-century painting. Attentive to the value judgment changes on her works, the author of the text deepens the issue of the presence on the market of many “fakes”, not attributable to wrong attributions, but specially created to deceive the public of less experienced and careful collectors. Starting from this theme, the Milan historian extends her reflections on the meaning of an art work and on the meaning of the wider expression of “artistic falsification”. For the author it is necessary, in fact, to get unused to tying the value of a work to its authoriality, to rediscover the deep reasons for the generative act and the authenticity of the soul of the person who painted it.